Il 2017 per me è un anno simbolico e denso di soddisfazioni. Per la quarta volta parteciperò alla Biennale di Firenze di Palazzo Corsini; inoltre il conferimento del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana coincide con un significativo traguardo della mia vita: venticinque anni di attività. È però vero che, in quanto figlio d’arte, il tempo trascorso nel mondo dell’antiquariato è molto più lungo e il primo pensiero va a mio padre, scomparso due anni fa, e a mia madre, che ha fondato, qui a Modena, la Galleria Cantore.

Ripercorrendo questo quarto di secolo sento che la mia attività, come quella dell’antiquario in genere, è cambiata in modo radicale. Oggigiorno infatti non si può prescindere dallo studio e dall’accurata documentazione delle opere che si propongono in vendita. Ecco perché, per dare più forti garanzie sui dipinti esposti alla Biennale di Firenze, ho voluto maggiormente documentarli con un nuovo catalogo che, con un briciolo d’immodestia, voglio considerare un vero strumento scientifico. Vi si presentano soprattutto pezzi emiliani, con inediti di maestri quali Denjs Calvaert, Ludovico Carracci, Carlo Bononi e Ubaldo Gandolfi, ma anche opere celebri di Francesco Zaganelli, Michele Desubleo, Paolo Emilio Besenzi ed Elisabetta Sirani. Non mancano però i “forestieri”, con importanti dipinti del cosiddetto “Pseudo Pier Francesco Fiorentino”, di Giuseppe Bartolomeo Chiari, Ciro Ferri e Monsù Bernardo. 

Al catalogo hanno contribuito storici dell’arte tra i più accreditati nel mondo della ricerca ed è gratificante aver potuto portare, con loro, aggiornamenti e novità sugli artisti che si presentano.
In un’epoca in cui i grandi antiquari lasciano l’Italia per prestigiose sedi estere, io ritengo che il mercato da ricreare e sostenere sia quello nazionale e mi impegno in questo senso. La nostra è infatti una nazione ricca di raffinati collezionisti dove la passione per l’arte antica è rimasta costante nel tempo. Ci troviamo in un momento caratterizzato da una nuova abbondanza di opere antiche d’alta qualità, dovuto al riaffiorare sul mercato di grandi raccolte private. Il momento è quindi propizio ai collezionisti più attenti, che possono finalmente acquisire autentici capolavori fino a pochi anni fa irraggiungibili.

Pietro Cantore

Da Ludovico Carracci a Ubaldo Gandolfi